Le emozioni un magico mondo da vivere

A volte le parole non bastano.

E allora servono i colori.

E le forme.

Le note.

E le Emozioni

(Alessandro Baricco)

Partiamo con il chiarire che le Emozioni altro non sono che quello che noi sentiamo in un dato momento. Possiamo sentire gioia, dolore, tristezza, ira, disgusto, sorpresa e paura, chiamate emozioni di base, le quali sono state apprese nel corso dell’evoluzione della nostra specie, quindi sono oramai innate, presenti in noi fin dalla nascita.

Oppure, emozioni più complesse come il rancore, l’invidia, i sensi di colpa, chiamate emozioni complesse, che si sviluppano e vengono apprese nel corso della nostra vita.

Tengo a precisare che qualsiasi emozione di base o complessa può essere tranquillamente modificata, basta apprendere un’altro modo di elaborare le informazioni e un altro modo di fare.

In sostanza le emozioni prendono vita da quello che ci accade, e con questo intendo sia quello che accade dentro di noi, ricordi, considerazioni, cambiamenti nel nostro corpo, sia da tutto quello che ci arriva dall’esterno, dalla via che ci siamo creati.

La definizione che io amo in assoluto è la seguente:

Le Emozioni sono il gran caos che percepiamo dal pianeta corpo o dal pianeta mente o da entrambe, sono un qualcosa che sentiamo dentro; ognuno di noi le percepisce in posti differenti: chi nel cuore, chi nello stomaco, chi nella faccia, chi nella testa, chi più ne ha più ne metta.

(Emozioni un magico mondo da vivere. Federica Curzi, Edizioni Psiconline).

Spero sia arrivato il concetto del gran Caos, ed è proprio questo gran caos che non ci permette di viverle con serenità, con armonia.

Per anni sono stata in loro balia, confusa, inadeguata, insomma sommersa da quello che sentivo, pronta a reagire immediatamente, pronta a scattare al loro comando! Una vita che mi ha stancata e che non mi ha permesso di amarle come avrei dovuto.

La pace con loro e con me è avvenuta nel momento in cui mi sono fermata e mi sono resa conto che non dovevo scappare da loro cercando di non sentire, anzi l’ideale era proprio il contrario, cioè incominciare a sentirle ed amarle.

Come ho fatto?

Ho per prima cosa chiarito a me stessa che le emozioni durano da pochi minuti a qualche ora, e se durano di più, le abbiamo fatte diventare tono dell’umore, cioè abbiamo fatto diventare quella emozione una caratteristica del nostro umore. Si avete letto bene abbiamo fatto diventare! Perché siamo noi con il perdurare di certi atteggiamenti mentali e comportamentali che permettiamo ad alcune emozioni di diventare un nostro modo di vedere e vivere la vita, un tono dell’umore per appunto.

Tutto bene se si parla di emozioni quali la gioia, la serenità, e via discorrendo, ma il dramma apre le sue porte se la rabbia, la tristezza, l’ansia, il rancore, la colpa, ecc, diventano uno stato normale del nostro umore.

Non si può non sentire le emozioni, ed in realtà è anche sano sentirle tutte, anche la rabbia e via discorrendo, diventa un vivere male e poco produttivo se si perdurano quelle “negative” e per me sono quelle che ci fanno vivere male: quali odio, rabbia, ansia, tristezza, sensi di colpa, rancori, ecc.

Come si esce da questo impasse?

Semplice:

  1.  È importante soffermarsi a capire come percepiamo il mondo, quali emozioni percepiamo, come viviamo queste emozioni.
  2. È importante comprendere che le emozioni sono la benzina che ci da l’energia di muoverci, di reagire, di fare qualcosa, qualsiasi cosa, quindi se perduriamo in emozioni quali la tristezza, l’energia non c’è, se perduriamo in emozioni quali la rabbia l’energia è usata per comportamenti che ci complicano sicuramente la vita, se perduriamo in emozioni quali l’ansia vivere sarà un vivere nell’incertezza e nella inadeguatezza.
  3. Compreso che sono la nostra energia, fondamentale è sviluppare quelle solari, propositive, quali l’atteggiamento positivo, il buon umore, la serenità, la calma e via così….

Per svilupparle e mantenerle ci sono molti trucchetti al riguardo, trucchetti che vi svelerò più avanti, ma giusto per accennarli un attimo : la banca dell’energie, la respirazione, meditare, camminare, fare almeno tre cose al giorno che ci rendono sereni …

Il più importante è comprendere che se le emozioni in realtà durano da pochi minuti a qualche ora, noi possiamo riuscire tranquillamente a non farle diventare un tono dell’umore, se non lo vogliamo.

Vi faccio un esempio personale, ebbene si io di natura ero una Hulka, diconsi Ulka essere umano donna con predisposizione spiccata all’incazzatura. Ero tutto il giorno arrabbiata, avevo permesso al mio carattere, allora permaloso e sensibile, di arrabbiarmi sempre con il mondo!

Ecco che compreso il trucchetto che potevo far durare poco la mia arrabbiatura, poi mi attivavo a farmela passare il prima possibile per tornare il prima possibile serena. Certo il lavoro è stato lungo e divertente a dire il vero, ho iniziato con capire chi fossi, cosa volessi e a sviluppare e mantenere per la maggior parte del tempo emozioni solari facendole diventare il mio tono dell’umore, disarcionando quelle che mi facevano vivere arrabbiata, ansiosa, triste. Oggi provo le varie emozioni “negative” e le tengo anche molto in considerazione, sono estremamente importanti anche loro sia chiaro, ma ho imparato a comprenderle e a modificarle a mio favore. Oggi le vivo come cose utili e non come piaghe cadute dal cielo!

Ansia tristezza rabbia

Ansia

Definizione:

“È uno stato di allarme, di marcata inquietudine e attesa affannosa di un pericolo imminente e indefinibile. Tale stato si associa a sentimenti di incertezza e a vissuti di impotenza.

A differenza della paura che è una risposta emozionale a condizioni di pericolo reale ben riconoscibile, l’ansia è una paura senza oggetto, compare senza che vi sia una reale minaccia riconoscibile dal soggetto.

Spesso il termine Ansia si sovrappone a quello di angoscia, anche se alcuni autori tendono a considerare quest’ultima una forma particolarmente intensa della prima.” (Manuale di Psicopatologia generale; G. Colombo; pag. 219).

L’ansia in sostanza ci rende stupidi!

Si perché diciamoci la verità ci blocca, ci fa vivere malissimo, ci disorienta!

Importante per gestirla, non è non sentirla, è realizzare che alla base di essa c’è la preoccupazione, ebbene sì, le nostre sacro sante preoccupazioni. Come potremmo vivere senza! Infatti non si deve, esse sono importanti perché ci mettono in guardia, ci fanno comprendere come muoverci meglio nella vita. Certo viste così hanno assunto un aspetto differente dite la verità!

Ci hanno insegnato a viverle male, ecco il problema, ci hanno insegnato che sono negative in assoluto, vi assicuro non è così. Diventando amiche di esse e usandole come bussola è possibile non essere sopraffatte.

Il trucco sta:

  1. Rendersi conto delle proprie preoccupazioni.
  2. Se siamo sopraffatte da esse imparare a distrarsi immediatamente per poi, dopo esserci calmati, applicare queste parole di sua Santità il Dalai Lama.
  3. “Se c’è una soluzione perché ti agiti, se la soluzione non c’è perché ti agiti”.
  4. Se c’è una soluzione trovala!

L’elisir magico altro non è che la DISTRAZIONE: spostare l’attenzione su qualcosa d’altro, per ritrovare l’equilibrio emotivo per poi rimettersi ad analizzare la situazione.

Inutile persistere quando si è sconvolti.

Tristezza

Il famoso “Gol mal star!”: “Ho il male dello stare!”.

La tristezza, la depressione, sono i mostri oscuri dell’umanità, almeno secondo il mio punto di vista.

Le persone in questo stato vivono una vita difficile, impossibile per me anche solo pensarla!

Il vivere male non dona mai serenità, non permette di avere la speranza, e un essere vivente senza speranza non ha un roseo futuro!

La domanda che mi sono sentita fare molte volte nell’arco della mia professione al riguardo è stata:

“Come si fa a venirne fuori?”.

  1. Rendendosi per prima conto che si ha bisogno di aiuto e contemporaneamente rendendosi conto di cosa ci ha ridotti così.
  2. Fermarsi a capire i pensieri negativi che ci sono alla base del vivere tristi, depressi, metterli blu su bianco su un foglio e contemporaneamente per ogni pensiero negativo trovarne uno contrastante e positivo. Per me in questa fase ed anche prima c’è la necessità di affidarsi ad un buona/psicologa/o il quale, la quale sicuramente aiuterà a trovare la strada giusta.
  3. Applicarsi a sviluppare un pensiero positivo.

In alcuni casi la tristezza, la depressione, sono dettate da fattori biochimici, io consiglio sempre analisi specifiche fatte da un buon Neurologo.

Rabbia-Aggressività

Vivere arrabbiati, per me è una piaga: dopo le cavallette d’Egitto, ecco la rabbia.

Rabbia:

irritazione violenta, spesso incontrollata, provocata da gravi offese, contrarietà, o delusioni; oppure sorda e contenuta, dovuta a sdegno disprezzo, senso d’impotenza o anche di invidia.

In questa definizione penso sia racchiuso un po’ tutto.

Aggressivo:

persona che tende ad aggredire anche solo con atteggiamenti.

Vivere così vi assicuro è uno strazio!

Come si fa a venirne fuori?

  1. Rendersi conto di essere arrabbiati e aggressivi, impariamo a comprendere cosa è che ci fa arrabbiare, ed evitiamola.
    Si avete letto bene Evitiamola. Se sappiamo che certi discorsi con certe persone ci fanno arrabbiare, smettiamola di farli. Se proprio quelle persone non potete evitarle completamente potete benissimo evitare i discorsi che vi fanno arrabbiare, trovate in sostanza argomenti nuovi e diversi da poter avere con loro.
  2. Rendersi conto che la rabbia si auto alimenta e quindi quando ci accorgiamo che siamo arrabbiati immediatamente distrarsi e non perdurare a pensare perché siamo arrabbiati.
  3. Lavorare sulla carta dei diritti che troverete all’allegato1, vi assicuro che se la fate vostra vi ‘incacchierete’ di meno.
  4. Uscire dalla stanza quando iniziate a percepire la rabbia, sempre con gentilezza, ma uscite, raggiungete un posto tranquillo, respirate dalla pancia e dopo esservi calmati riflettete sulla carta dei diritti.
  5. Evitare l’altro non è possibile?
    Riflettete sulla carta dei diritti ancor prima di innervosirvi. In sostanza imparate a capire quando incominciate a infastidirvi e lì ripensate alla carta dei diritti, vi assicuro che con me funziona benissimo, per cui non vedo motivo che non funzioni per voi, è solo una questione di abitudini.
  6. Sviluppare e far diventare uno stato quo emozioni quali gentilezza, comprensione, solarità, dolcezza, amorevolezza, ecc.

Articolo della Dott.ssa Psicologa FedericaCurzi

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