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Sveliamo un mistero! (parte3)

…. procedimenti ovvii come un apprendimento sbagliato, deduzioni errate in base a informazioni sbagliate o inadeguate, e scorretta distinzione tra immagine e realtà”

7) Non devo fare niente per essere felice, perché sono semplicemente destinato ad esserlo.

Se questo vi risultasse vero sono estremamente felice per voi, ma non credo sia verosimile per la maggior parte di noi!

Parliamoci chiaro per essere felici bisogna volerlo. Importante è trovare il tempo per noi stessi, il tempo per ricaricare la nostra banca delle energie, il tempo per fare cose che ci piacciono, il tempo per modificare i nostri pensieri bizzarri, il tempo…. E per fare questo è essenziale darci la priorità, non sto sostenendo che tutto il resto tranne noi non conti, sto sostenendo che tutto il resto lo riusciamo a fare felici e contenti se troviamo il tempo per esserlo.

8) Per sentire che valgo qualcosa devo raggiungere una condizione (es: economica, sociale, ecc).

    Ma vi rendete conto che pensare così porta solo a star peggio?

    Visualizziamo un attimo i vari scenari.

    Primo: “Lavorar, lavorar, lavorar, per far denar”  il resto non conta, solo la vita concentrata sul

    Lavoro per raggiungere l’obiettivo dei soldi, del potere, del prestigio, metteteci quello che meglio

    vi suona nella testa. Risultato non c’è mai una fine, si è sempre in competizione con sé stessi e

    gli altri. Si può vivere cosi? Certo, ma con gran fatica e tanto stress.

    Secondo scenario: raggiungere una condizione “lavorar, lavorar, lavorar, ma senza successo”.

    La vita è costellata da inadeguatezza, da rabbia o depressione o ansia o perché no di tutto un po’.

    Che vita sarebbe!

   Valiamo perché siamo esseri umani unici e speciali già come siamo. Questa è autostima.

   Argomento che tratterò in un altro articolo dedicato solo alla nostra meravigliosa stima   

   di sé. 

   Quindi? Quindi smettiamola di credere che per valere dobbiamo raggiungere qualcosa o

   Qualcuno. È il viaggio che conta non la meta!

9) Il lavoro che faccio deve essere spiacevole e difficile.

Questa cosa proprio non la posso proprio sentire!, eppure molte persone la pensano così. Generazioni di uomini e donne persi in lavori che odiano, che disistimano, che non sopportano. Che tristezza,

che sofferenza. Non è assolutamente così. Vi chiedo un grande favore, ai vostri figli fateli sognare e regalategli l’aiuto necessario per fargli fare un lavoro a loro piacevole e pieno di gratificazioni!

10) Posso essere felice solo se raggiungo il successo, soldi, l’approvazione degli altri, in sostanza  dei risultati perfetti.

Annunciazione, annunciazione, è assolutamente falso. Si può essere felici comunque a prescindere da tutto. È il viaggio che conta, no la meta!

11) La vita deve essere sempre bella.

Ma se non lo è nemmeno nelle favole! La vita è vita e con sè porta gioie, dolori, situazione che si possono risolvere ed altre che non si possono risolvere. È come noi reagiamo ad essa che fa la differenza.

12)Solo se lavoro duro posso raggiungere la felicità.

Sole se vivi serena/o puoi raggiungere la felicità e qui intendo solo se comprendi che è possibile riacquisire sempre la serenità riusciremmo a vivere sereni. Le emozioni sono in noi, ci nasciamo, con la gioia, il dolore, l’ira, il disgusto, la tristezza ci si nasce, capito? Non si possono non sentire! Chiaro? Anche alle emozioni più avanti dedicherò tutto un articolo. Si può imparare a farle durare il giusto ed esso è sempre qualche secondo a qualche ora, non farle diventare uno stato d’animo. Ecco il trucco. Ecco cosa intendo per vivere sereni.

13)Solo se mi impegnerò al massimo in futuro non avrò problemi.

Mettetevi l’anima in pace i problemi fanno parte della vita, si può solo, per stare meglio, imparare subito a dirsi per prima cosa che i problemi è meglio vederli come situazioni da risolvere e se la situazione ha una soluzione che affannarci a fare e se la situazione una soluzione non ce l’ha che affannarsi a fare!

14) Solo se mi impegnerò al massimo potrò piacere a tutti.

Solo se ve la smettete di pensare così finalmente incomincerete a piacere a voi stessi ed allora finalmente incomincerete a vivere bene.

Gli altri sono gli altri, voi non c’entrate nulla. Inutile essere quello che non siamo tanto agli altri se non andiamo bene, non andiamo bene e a dire il vero in questo momento storico particolare in Italia le persone, in sostanza gli altri, non fanno altro che criticare, lamentarsi, non apprezzare. Il perché? Ce ne sono un milione di perché, ma io penso che l’abitudine a veder nero e l’invidia siano fra i primi posti per dare una spiegazione al fenomeno, quindi riassumendo tanto vale essere se stessi, almeno non sprechiamo energie inutilmente.

Continua…… alla prossima settimana!

Articolo della dott.ssa Federica Curzi

Sveliamo un mistero! (parte2)

…. procedimenti ovvii come un apprendimento sbagliato, deduzioni errate in base a informazioni sbagliate o inadeguate, e scorretta distinzione tra immagine e realtà”

Procedimenti ovvii.

Cosa intendo?

Intendo i nostri modi di muoverci nel mondo, diventati abitudini, dopo aver elaborato le informazioni raccolte dall’esterno, elaborate con i nostri concetti, valori, modi di vedere la vita a loro volta dettati da… apprendimenti sbagliati.

Ora è arrivato il momento di elencare questi apprendimenti, chi mi conosce sa che non amo usare la parola sbaglio e affini, quindi, apprendimenti che non ci hanno permesso di vedere la vita e viverla dalla parte colorata:

Idee irrazionali di Ellis:

 Le idee Irrazionali di Ellis sono delle credenze centrali che ci fanno vivere in balie di ansie, insicurezze, rabbia e cosi via…

Le dividerò in vari articoli, parti, giusto per metabolizzare lentamente, senza fretta, che aiuta nel vivere sereni.

Prima Parte:

1) Devo essere amato o essere approvato da tutte le persone che penso siano importanti per me.

Ma vi rendete conto che aver appreso a vivere così porta solo ad una immensa infelicità, ansia, rabbia.

Pensateci un attimo, una vita intera pronti ad essere approvati dalle persone per noi importanti.

Potreste risolvere l’arcano come ha fatto un mio caro amico e cioè decidere di vivere senza persone importanti, tutti uguali l’uno all’altra, senza emozioni di amore, rispetto per nessuno, soleva ripetermi   ‘…intanto nessuno è importante, quindi…..’

Sinceramente dubito persino che si possa fare, intendo vivere così, forse tranne se non si è privi dell’amigdala, ma questa è un’altra storia.

Più facile invece è scardinare questo concetto e rendersi conto che è una vera trappola per una sofferenza continua!

2) Devo essere sempre competente e adeguato su tutto ciò che faccio.

Devo essere il migliore e raggiungere sempre risultati più che soddisfacenti sennò non posso essere soddisfatto di me.

Calma super eroi, questo è un apprendimento completamente fuori di testa!

Essere quello che per fortuna non siamo e cioè perfetti è una emerita ‘castronata’ che ci porta solo a vivere anche qui infelici, ansiosi, rabbiosi….

Ne siete consapevoli? Fino ad ora No? Bene adesso non avete più scuse.

3) Devo essere molto preoccupato e attento alle cose che mi circondano, le quali possono essere pericolose e quindi farmi paura.

Certo è, che se devo essere preoccupato, ovvio che poi sono impaurito e se vi devo dire la verità vivere così per me sarebbe un incubo! Ma torniamo un attimo alla base dell’apprendimento e cioè devo essere preoccupato e attento alle cose che mi circondano…. A me, solo scriverlo, procura alzamento dei battiti del cuore, respirazione corta e affannosa e se continuo attacco d’ansia nella migliore ipotesi e nella peggiore ecco lì pronto un bell’attacco di panico.

Non so voi, ma io non mi domanderei nemmeno dove ho appreso sta ‘cacchiata’ e incomincerei subito a demolirla! Come? Semplicemente dicendomi che è appunto una stupidaggine colossale.

4) È molto più facile non affrontare le difficoltà della vita che affrontarle.

Questo come apprendimento è molto difficile da abbattere, perché parliamoci chiaro mettere la testa sotto la sabbia, o sotto le coperte, è facile e rassicurante, ma la vita fuori sul pianeta terra e fuori dalle coperte continua a scorrere e se vogliamo essere sereni ed in equilibrio è fondamentale essere attivi e partecipi con essa. Inoltre vi suggerisco di leggere cosa penso della parola affrontare in uno degli articoli precedenti…. O mandatemi una email e così facciamo due chiacchiere!

5) Non è giusto avere una buona opinione di me.

Chissà forse siete veramente pessime persone, ma non sta a voi deciderlo, ma agli altri. Lo so. Lo so quanto appena descritto va contro ogni criterio sensato, ma datemi un attimo.

Qui intendo che certe persone, vi assicuro la maggior parte che arriva sulla mia poltrona in studio è convinta che non ha niente di buono e che quindi gli altri non possono avere una buona impressione di loro. Poi, più obiettivi, piano piano ci concentriamo a capire che non è così e spesso partiamo proprio dagli altri che dimostrano che invece pensano bene di noi, proprio perché più imparziali, e da lì ecco che parte la nuova versione 2.0 delle persone!

6) Un giorno quando deciderò, di darmi una mossa, riuscirò a farmi degli amici e quindi sarò soddisfatto di me stesso.

In primis, chi lo ha detto che per essere felici dobbiamo per forza avere degli amici?

O scusate… migliaia di ricerche al riguardo!

Quindi aspetta oggi che viene domani, senza amici, la psiche vacilla, la solitudine aumenta, le malattie prendono vita e i giorni finiscono! E noi ancora soli e in netto peggioramento. Quindi! Quindi uscite di casa, indossate il vostro miglior sorriso e fermatevi a parlare con le persone, con i colleghi, con i vecchi compagni di scuola ecc e piano piano ecco di fronte a voi prendere via un mondo fatto di amicizie.

Continua…. Alla prossima settimana…….

Articolo della dott.ssa Federica Curzi

Sveliamo un mistero!

I problemi psicologici non sono necessariamente il prodotto di forze misteriose e impenetrabili, ma
possono derivare da procedimenti ovvii come un apprendimento sbagliato, deduzioni errate in base
a informazioni sbagliate o inadeguate, e scorretta distinzione tra immagine e realtà”
(Aaron T. Beck)

Leggendo queste sopra citate semplici ed eleganti parole la prima cosa che ho pensato è stata, fantastico, è
possibile stare meglio, vivere sereni, vivere con la consapevolezza che si può vivere in armonia.
Cosa fare per far si che l’armonia e la serenità diventi nostre alleate?
Accorgerci di quanto siamo in balia dei nostri errati modi di pensare e di agire e poi con molta calma e
pazienza mettersi lì ad apprendere, avete letto bene apprendere strade diverse, modi di pensare e fare diversi,
un vivere più sereno è possibile se si vuole e se ci si crede!
Il nostro vivere male non è dovuto a riti magici oscuri o a forze più grandi di noi, è semplicemente il risultato
di vivere in balia di noi stessi e dei nostri apprendimenti che ci portano ad avere atteggiamenti che
complicano ulteriormente la nostra vita.
Amo il concetto che molto dipende da noi stessi, dal nostro modo di elaborare le informazioni che ci
arrivano dovuto al nostro modo di ragionare.
Mi fa sentire attiva nella mia vita, attiva nello scegliere di stare bene e per me questo vuol dire vivere in
equilibrio sopra il mondo.
Come fare per chi fosse interessato?
Incominciamo.
Primo riconoscere questi modi errati di leggere la vita, modi che ci hanno fatto arrivare fino a qui pieni di
confusione, di ansie, di tristezze e di rabbia, sentimenti che in ogni caso vanno rispettati ed ascoltati perché
ci fanno comprendere come muoverci in quel famoso filo sopra il mondo senza cadere.
Le emozioni sono fondamentali in questo percorso, come sono fondamentali i nostri modi di ragionare e
come lo sono la consapevolezza di quale siano le nostre emozioni e i nostri ragionamenti.
In sostanza cosa sentiamo, come ragioniamo, chi siamo!
In questa serie di articoli incomincerò a rispondere a queste domande appena elencate, partendo da Chi
siamo, per poi con calma e pazienza arrivare a Cosa abbiamo appreso nei nostri ragionamenti, per poi
arrivare alle nostre Emozioni….
Alla prossima settimana, intanto incominciate a farvi frullare in testa quanto vi ho detto, o meglio scritto.

I problemi psicologici non sono necessariamente il prodotto di forze misteriose e impenetrabili, ma

possono derivare da procedimenti ovvii come un apprendimento sbagliato, deduzioni errate in base

a informazioni sbagliate o inadeguate, e scorretta distinzione tra immagine e realtà”

(Aaron T. Beck)

Articolo della dott.ssa Federica Curzi

Autostima 2.0

Eccoci arrivati allo zoccolo duro della faccenda

“Come svilupparla?”.

I Passi da seguire sono i seguenti:

  1. Capire cosa sia l’autostima e perché è utile accrescerla.

Cosa sia l’autostima e perché sia importante svilupparla dovrebbe

essere chiaro dopo il mio ultimo articolo, ma giusto per essere ridondanti che male non fa nell’apprendimento:

‘L’autostima è la valutazione che noi diamo di noi stessi.’

Il dramma apre il sipario quando essa è negativa, cioè la visione che noi abbiamo di noi stessi è denigratoria e sempre pronta a portarci a dire che non valiamo nulla, o che siamo degli incapaci. Ovvio non è sempre tutto nero o bianco, ci sono un milione di altre sfumature di colori …. Ma se le sfumature tendono ad un apprezzamento al negativo la nostra vita assume un sapore amaro che non ci permette di vivere sereni.

Vitale quindi imparare ad accrescere la nostra visione di sé in positivo, porta sicuramente ad una vita piena di sorrisi e tranquillità. Che male non fa!

Che cosa porta ad avere questa visione positiva di noi stessi?

Avere dei genitori in gamba certo non guasterebbe, avete presente quei genitori amorevoli, che sono interessati ai propri figli, loro conoscenti, passano del tempo sereno e propositivo con loro. Insomma genitori che ci incoraggiano che ci fanno sentire il loro amore, ma allo stesso tempo amorevolmente autorevoli.

Quando parlo di questo ho sempre in mene questa storia:

tanto tempo fa in un quartiere incantato di una cittadina incantata, un vicino di casa osservando il suo vicino notò che quest’ultimo passava tutto il suo tempo libero con il figlio a costruire una bicicletta.

Il vicino ficcanaso (ebbene si esistono anche nelle cittadine incantate!) prese da parte il papà costruttore di biciclette e gli disse:

“Ma invece di costruire la bici, non faresti prima a comprarla!

Costerebbe anche di meno!”.

Il papà rispose, rullo di tamburi ….

“Io non sto costruendo una bicicletta! Sto costruendo un figlio!”.

Fantastico no!

Io ogni volta che la racconto mi emoziono: Sto costruendo un figlio!

Meraviglioso!

Non tutti Hanno questa fortuna, la fortuna di avere dei genitori che ti regalano il loro tempo con gioia, che ci ascoltano, ci parlano, hanno verso di noi aspettative alte ma allo stesso tempo chiare e realizzabili, che riescono a supportarci e darci forza nei momenti opportuni …

Insomma dei super eroi emotivi.

La domanda allora è la seguente:

“ … e per chi non ha la fortuna di avere genitori super eroi emotivi come può costruirsi una buona visione di sé?”.

Mettendo in pratica  i punti che vi sto elencando.

  • Comprendere appieno in concetto: ‘Del valore intrinseco in noi’.

Fondamentale qui è comprendere che il valore di sé non ha nulla a che fare con le cose che possediamo, con le abilità che abbiamo già a nostra disposizione, con la nostra personalità, o che piacciamo un mondo agli altri.

NO, la stima di sé ha a che fare per prima cosa con noi stessi e con il concetto di darci valore in quanto siamo creature viventi.

Valiamo già perché esistiamo, un concetto che amo profondamente e che a me ha veramente salvato le chiappe!

  • Apprendere l’amore verso noi stessi.

Fermiamoci un attimo a pensare a cosa sia l’amore.

         È un sentimento rivolto verso ….

         Fondamentale è incominciare a rivolgerlo verso se stessi.

Spesso sento accoppiare amore con sofferenza, non sono in accordo   che queste due emozioni vadano di pari passi, certo se la persona amata muore allora sì, ma se è viva, assolutamente no.

Amare per me vuol dire stare bene, avere una marcia in più, spettacolare è quando l’amore è ricambiato, ma non voglio andare oltre, non è questo l’articolo ‘giusto’, voglio solo affermare che quando si ama le emozioni corrispondenti per me sono:

– rispetto.

– dolcezza.

– amorevolezza. (dal mio fido vocabolario Larus: premura affettuosa: che fantastiche parole!)

Con i corrispettivi atteggiamenti positivi, parole belle e di incoraggiamento.

Il tutto rivolto per prima cosa verso noi stessi!

  • Apprendere a crescere sorridendo.

Scoprire che crescere è bello e non necessariamente un trauma:

il trauma delle scuole elementari, il trauma dell’adolescenza, dell’età adulta, della vecchiaia, ……

Vista così la vita veramente sembra un campo di battaglia.

STOP:

La vita va apprezzata sempre in tutte le sue tappe e sfaccettature.

Rullo di tamburi …….  Si può crescere divertendosi, per ogni tappa!

  • Prenderci cura del nostro corpo.

Fondamentale questo punto!

Camminare almeno 30 minuti al giorno, o fare sport aerobici 

(camminare, remare, nuotare, andare in bicicletta, salire le scale, fare jogging), ovvio per chi non ha controindicazioni mediche.

Mangiare bene,

curare il proprio aspetto,

crearsi un proprio look!

  • Dormire e riposare bene.

Il dormire ha due aspetti fondamentali, la quantità e la regolarità.

Per quanto riguarda la regolarità la stima degli esperti è di 8 ore e per quanto riguarda la regolarità è importante sia l’aspetto dell’ andare a dormire sempre all’incirca alla stessa ora (variando di un’oretta al massimo) e svegliarsi all’incirca sempre alla stessa ora (anche qui variando un’oretta al massimo).

Importante è, appena svegli, ‘cazzeggiare’ (modo simpatico per dire trastullarsi, perder tempo) a letto per qualche altro minuto e non catapultarsi fuori da esso come fossimo una palla di cannone appena sparta!

Questo tutti i giorni.

  • Migliorare le nostre abitudini alimentari.

Mangiare cose buone e sane, bere acqua, guadagnare tempo apprezzando e cucinando cibi sani e saporiti che ti rallegrano l’anima e il corpo.

Voglio qui ricordare a tutti, anche a me stessa, che le persone con una buona stima di sé sono persone che non si reputano superiori o inferiori agli altri, non si paragonano in alcun modo, sono persone che si conoscono bene, sono consapevoli dei propri modi di agire nel mondo compresi ‘pregi’ e ‘difetti’, sostanzialmente sono consapevoli dei propri limiti, vivono sereni e contenti di essere le persone che sono.

Sostanzialmente avere una buona autostima è il nostro e vissero felici e contenti ….. quindi ….

basta poco che ce vo!

Autostima 1.0

Partiamo con il concordare che quando si parla di autostima, le cose si complicano e

di molto, soprattutto perché, secondo me, non c’è un’unica definizione, e quindi chiarezza su cosa sia di preciso.

Analizziamo per un attimo la parola stessa:

Auto-Stima:

Stima: valutazione rivolta verso …;  

Auto: verso sé stessi, Sé (pronome personale terza persona).

Sbirciando sul vocabolario Treccani, oramai a sua insaputa un mio caro vecchio alleato, ho trovato questa definizione che amo molto.

Definizione:

Considerazione che un individuo ha di sé stesso….., può mostrarsi come sopravalutazione o sottovalutazione …

Ho subito pensato:  

‘ecco allora non necessariamente auto-stima è uguale: fiducia nelle proprie capacità’.

Spesso sento dire, in giro in giro Cric, (adoro Crocodile Dundee e il suo modo di esprimersi, Mrs Crocodile Dundee, per chi non lo conoscesse, è un film anzi tre film, pieni di azione e divertimento) cose del tipo:

“Bisogna che aumento o meglio sviluppo la mia auto-stima!”.

In realtà, la prima cosa da fare, è comprendere cosa pensiamo di noi stessi, delle nostre capacità e renderci conto che l’auto-stima in realtà è cosa noi pensiamo di noi stessi e la situazione si complica se la valutazione che diamo è una valutazione sempre in negativo e denigratoria.

Da lavorare, in sostanza, è sul comprendere come imparare a valutarci in positivo, anzi a sviluppare la capacità di acquisire fiducia in noi stessi anche se non siamo perfetti.

Si avete letto bene, non è necessario essere perfetti, è necessario incominciare ad apprezzarci già così come siamo con tutte quelle particolarità che non corrispondono, e qui io aggiungerei per fortuna, a quelle suggerite, dettate, dalla società!

In principio, quando al riguardo non avevo l’idee molto chiare, non facevo altro che fare fiaschi al riguardo, cioè non riuscivo ad avere una buona stima di me, non riuscivo a valutarmi positivamente.

L’inghippo stava che non mi concentravo sulle mie di qualità, ma sulle qualità che la società suggerisce che uno individuo con una stima di sé e che quindi funziona, dovrebbe avere o non avere:

  • Non essere ansioso.
  • Non essere triste.
  • Essere sempre sicuro di sè.
  • Essere bravo a fare tutto, o quasi.
  • Avere un bell’aspetto.
  • Saper fare ottime conversazioni.
  • Sapersi adattare alle persone, situazioni.
  • Avere molti amici.

e più ne ha ne metta.

Certo è che a seconda del gruppo sociale di appartenenza, la sopra lista cambia, ma il minimo comune multiplo è sempre il rasentare l’uomo o la donna perfetta.

Ovvio che questo porta a una vita piena di frustrazioni, insicurezze, delusioni.

Ovvio, se prendiamo questo di modello il fallimento è sicuramente dietro l’angolo.

Sviluppare fiducia in se stessi, è fondamentale per vivere bene e con bene intendo sereni, appagati e questo è possibile solo se impariamo a sviluppare consapevolezza verso la nostra identità e sue caratteristiche e se impariamo ad amarci già per come siamo, in sostanza, concetto per me straordinario:

‘Già valiamo perché siamo esseri viventi, valiamo già in quanto esseri umani, e alla basa è importante imparare ad apprezzare già la splendida creatura che siamo, con tutte le nostre caratteristiche e chi se ne frega se non rispecchiamo il prototipo della super donna o super uomo’.

Quando qualcuno arriva nel mio studio e mi incomincia a dire che non ha stima di se, che non vale niente, io di ‘rispecchio’, immediatamente incomincio, con gentilezza e rispettando i suoi tempi, a farla parlare delle cose che nella vita è riuscita a fare, cose semplici, da avere una famiglia (che non è proprio una cosa semplice), amici, un diploma, un lavoro, una laurea, per poi spostarmi sul campo delle emozioni sottolineando la sua capacità di svolgere la vita anche con la sua spiccata ansia, insicurezza, tristezza …

Vi assicuro che, le persone tutte, a questo punto mi guardano e mi dicono, ovvio ognuna con il suo stile:

“Non ci avevo mai pensato …. Ma allora non sono cosi male!”.

Ed io:

“Assolutamente no!

Pensa tu, con tutte le tue insicurezze, limitatezze, sei arrivata/o da sola/o fino a qui, per me sei stata/o bravissima/o, facile è per chi non si racconta come ti sei raccontata/o tu, i veri eroi siete voi in realtà!”.

Posso essere sempre sicura che nei loro visi, a questo punto, spunta un sorriso, alcuni più timidi altri più aperti.

E a questo punto dico:

“Bene, ora iniziamo a comprendere come fare in modo che la mia percezione di te diventi anche la tua di te stesso/a, iniziamo a capire come vederti con occhi diversi, a fare emergere già la fiducia in te stesso/a, che già è presente in te, ma che fino ad ora non riuscivi a vedere, a narrarti”.

Il sorriso poi diventa un viso sereno e incuriosito.

Giusto per essere chiari e concisi, avere una buona visione di sè porta a:

  • Diminuire, se non azzerare lo stress negativo.
  • Diminuire i sintomi delle malattie.
  • Fondamentale per la crescita personale.
  • Sviluppare una buona salute psicofisica.

Come aumentare la vostra stima?

Curiosi?

Al prossimo racconto!

Articolo della dott.ssa Federica Curzi

La Felicità? Basta poco che ce vo’!

La felicità, argomento tosto.
Ho passato ore ed ore a rifletterci sopra!
Partiamo con dare una definizione chiara, o meglio partiamo con concordare qui cosa intendo io per felicità:
“La felicità è un modo di pensare, di vedere le cose che ci accadono e ci circondano e la conseguenza di questo tipo di attitudine è vivere la vita in modo sereno”.
Chiaro, che qui intendo, quel tipo di attitudine per la quale vivere sereni, calmi, gentili, dolci è fondamentale, non parlo di ricerca del piacere, per intenderci, parlo della ricerca della calma, dell’equilibrio.
Parto dal principio che l’essere umano apprende anche per imitazione, questo intende mettersi lì con pazienza certosina a ripetere il comportamento della persona, o persone, che abbiamo deciso di imitare e quindi in sostanza di apprendere da loro determinate capacità che ci affascinano.
Di seguito vi ho scritto 14 caratteristiche di persone che si reputavano felici, risultato di una ricerca svolta svariati anni fa da degli psicologi che stavano studiando gli atteggiamenti positivi-sereni, con la speranza, che poi, decidiate di apprendere da loro.
Quando le leggete vi suggerirei di osservare che sono tutte caratteristiche rivolte al fare, cioè all’azione.
Quindi, basta poco:
primo, decidere che vivere sereni e che le persone serene vi affascinano;
secondo, mettersi lì ad imitarle, e cioè a svolgere le loro stesse azioni;
e il gioco è fatto: “e Che ce vo’!”.


1) Erano tutte persone che si tenevano occupate.
Intendiamoci, occupate a fare cose che amavano fare.
Importante è comprendere che starsene con le mani in mano a perseguire il lamentio continuo, il crociarsi e il dirsi:
“Che vita magra la mia, che vita triste …” e più ne a ne metta, porta a stare peggio, ad assecondare la negatività e quindi lo stare male.
Allora? Allora ecco che tenersi occupati aiuta a vivere più sereni a concentrare la nostra attenzione su qualcosa che ci fa star bene, che ci aiuta a far passere le giornate assaporandone il buon gusto.


2) Erano tutte persone che spendevano molto del loro tempo nella socializzazione.
Intendiamoci, una socializzazione solare, positiva.

Cosa intendo?
Intendo persone che si fermano a parlare di cose positive, di cose che le appassionano, che si soffermano ad osservare il lato migliore della vita.
Ed ecco conversazioni al bar, al supermercato, davanti alle scuole, al lavoro, con se stessi, piene di positività.
Una fantasia la mia? Sì, che può diventare realtà se tutti noi ci impegnassimo!
Pensate un po’ un mondo senza lamentele, del resto più parliamo di cose negative, più le pensiamo e più accadono. Date una letta alla teoria quantistica, ma questa è un’altra meravigliosa storia.


3) Erano tutte persone produttive in un lavoro significativo.
Tutte persone che svolgevano un lavoro a loro piacevole.
Amo molto ricordare a me stessa questa citazione:
“Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai nemmeno un giorno in tutta la tua vita” (Confucio).
Uno spettacolo vero?
Allora facciamolo!
E per chi non è cosi coraggioso, o che non può scegliersi un lavoro che ama, voglio ricordare qui:

“E’ solo un lavoro, non sei tu, non farlo diventare la tua identità o la tua vita, fai del tutto per cambiare!”.


4) Erano tutte persone che sapevano organizzarsi e pianificare le cose.
Tutte persone che sapevano darsi delle priorità, dei tempi. Un’ arte assolutamente da apprendere, quindi inizia a sederti e a scrivere le cose che è importante che tu faccia, che sia chiaro non che devi ma che è importante e falle! Spesso perdiamo di vista proprio la differenza fra importante e dovere.


5) Erano tutte persone che sapevano bloccare le preoccupazioni.
Come fare? Gridare, scrivere, sussurrarsi un grande e bello STOP a tutto quello che ci circola in testa che ci fa stare tristi, arrabbiati o senza respiro e iniziare immediatamente a fare qualcosa che ci piace fare.
Si può pensare ad una sola cosa alla volta, quindi, sostituisci il pensiero nocivo con qualcosa che ti piace e il gioco è fatto.
Io all’inizio cantavo: provate a cantare e pensare contemporaneamente …
Ben accetti cruciverba, sudoku …


6) Erano tutte persone che sapevano abbassare le aspettative e aspirazioni.
Con questo intendo che importante è non chiedersi l’impossibile, e rendersi conto cosa lo sia per noi, senza darsi addosso, ma amandoci e coccolandoci. Basta fare la guerra proprio con noi stessi … è una guerra persa fin dall’inizio.


7) Erano tutte persone che sapevano come sviluppare un pensiero positivo.
Come si fa? Curiosi è?
Impegnandoci tutti i giorni a soffermare la nostra attenzione sulle cose belle.
Il bicchiere mezzo pieno, più tosto che mezzo vuoto.
Incominciare a soffermarci sugli arcobaleni, intendo quelli veri, sulle albe, sui tramonti, sul buon cibo, su una coperta calda in una giornata di pioggia invernale e così via … e soprattutto fare tutti i giorni almeno tre cose che amiamo fare.
Non sei consapevole quali siano?
Fermati, trovale, scrivile e falle!


8) Erano tutte persone orientate al presente.
Il famoso, almeno per me, Qui ed Ora.
Vivi il presente, Stop a pensare a dopo, a domani, all’anno prossimo.
Non dico che una organizzata al futuro, poi per quel che serve …, non bisogna darla, del resto sembra che senza questo modo di fare non riusciamo proprio a stare, MA almeno svolgere, questa attività, solo in una piccola parte del nostro tempo e nel frattempo aumentare al massimo il godersi il presente e i suoi attimi unici.


9) Erano tutte persone che lavoravano su se stesse per sviluppare una personalità sana.
Tutte persone che mettevano al centro della loro esistenza la serenità, il vivere per riportare le emozioni in equilibrio e non assecondare le emozioni negative vivendo in balia dei loro capricci. Imitiamoli!


10) Erano tutte persone che sviluppavano una personalità estroversa e socievole.
Persone gentili, educate, dolci, comprensive, insomma i veri Super Eroi.
Del resto chiediamo ai nostri figli di usare le paroline magiche: Grazie, per favore, ciao.. perché non farlo noi?
E se proprio volete andare oltre cercate di non sparlare di nessuno, la comprensione è anche questo.


11) Erano tutte persone che erano se stesse.
Difficile?
Assolutamente no, quando sapete benissimo chi siete e cosa volete e come vi muovete nel mondo, per tutti gli altri è importante lavorarci sopra.
Essere se stessi non vuol dire andare in giro per il mondo sputando sentenze e verità solo nostre!


12) Erano tutte persone che eliminavano i problemi e i sentimenti negativi.
Teniamo sempre in mente questo Mantra:
“Se una situazione si può risolvere che ti agiti a fare, se una situazione non si può risolvere che ti agiti a fare”.
Inoltre mentre state in fase di emozioni non positive è assolutamente inutile cercare di risolvere la situazione che avete di fronte, tanto vale usare il super potere chiamato Distrazione, ‘sconcentrarsi’ dal dramma concentrandosi su altro e porsi in una emozione positiva, per poi riprendere il filo del discorso e sicuramente più sereni e meno confusi trovare una soluzione o comprendere che la soluzione non c’è.
Suggerisco di fare una lista di cose che vi piacciono fare e Distrarsi con una cosa di quella lista.


13) Erano tutte persone che mettevano le relazioni intime al numero uno della felicità.
Persone che danno importanza alle relazioni, ai rapporti gentili e di comprensione fra esseri umani e fra gli altri animali.
Riscopriamo e sviluppiamo queste caratteristiche, caratteristiche che poi ci porteranno sicuramente ad avere intorno persone che amiamo e rispettiamo lasciando loro il diritto di essere se stesse.


14) Erano tutte persone che mettevano la felicità come priorità più importante.
Fermarsi e decidere che è importante vivere sereni, positivi, due caratteristiche che ci faranno vedere la vita come un mondo pieno di opportunità e di cose belle da cogliere.
Basta poco che ce vo’!

Articolo della dott.ssa Federica Curzi

Chi vive sperando … muore penando.

Le aspettative fino a qualche anno fa erano per me la bestia nera da abbattere.
Ero convinta che fossero in assoluto da estirpare, perché del resto le mie di aspettative, in realtà, non si sono poi tanto realizzate, almeno all’epoca.
Intanto per essere chiari vorrei qui ufficialmente rendere pubblico che oggi dopo tanto pensare sono giunta ad una conclusione completamente opposta e cioè: le aspettative sono fondamentali per vivere sereni.
Il trucco sta nel ridare a questa parola una valenza positiva.
Vocabolario alla mano ed il mio è sempre il mio fidato Larus:
Aspettativa:

Speranza, previsione, attesa.
Giusto per la par condicio, dal vocabolario Treccani (altro mio fido amico di scrittura):

L’atto di aspettare, attesa, essere in attesa.

L’inganno di tutta questa storia è dimenticarsi che quello che ci attendiamo non è detto che poi si realizzi sempre.
Nel periodo in cui avrei, con molto piacere, annientato le mie aspettative, (o meglio chi non si comportava come dicevo io per far realizzare le mie di aspettative), dimenticavo un fattore estremamente importante:
il fatto che, per l’ appunto, erano solo mie speranze.
Le speranze sono sogni e questo va benissimo, ma se la realizzazione dei miei sogni la metto in mano ad altri e non a me, allora tutto cambia.
Intendo che, se la mia aspettativa, per esempio, è che l’altro, non importa se è mio padre, mio zio, mia madre, mio fratello o sorella, o il mio o la mia migliore amica, farà o dirà o penserà la cosa che ho in mente io e che questo mi porterà ad realizzare la cosa che voglio, beh allora siamo proprio nel cammino della delusione, dell’infelicità e delle incazzature.
Perché?
Perché non è detto che l’altro faccia quello che io mi aspetto, e con ragione direi!
E’ giunto il momento di lasciare a questo ipotetico altro il diritto di essere se stesso e di fare, pensare quello che vuole!
Altra questione assurda, ma vissuta tutti i giorni da tutti noi, finché non ci sveglieremo veramente più liberi perché quel risveglio ci permette di comprendere l’assurdità di come vivevamo prima, è che l’altro non possiamo cambiarlo!
Chiaro?

L’altro non possiamo cambiarlo!
Molto spesso sento parlare di libertà, di voler essere liberi ecc, ecc.
Ma come potete essere liberi se continuate a pretendere tramite le aspettative che l’altro faccia o pensi quello che volete voi e in più che cambi come volete voi!
Inizialmente ero fortemente convinta che la soluzione a tutto sto marasma fosse quella di annientare le aspettative, un bel ‘zac’ e via sparite.
Ma per mia fortuna ragionando, leggendo e vivendo, ho compreso che in realtà le aspettative sono fondamentali nella nostra vita ed è proprio tramite loro che poi ci troviamo a vivere più sereni e in armonia.
Non sono impazzita, sono solo maturata.
Mi spiego.
Come vi accennavo, poco sopra, alcuni anni fa ero convinta che la soluzione per le aspettative fosse proprio lo ‘zac’.
Ho scoperto, sulla mia pelle, che non è possibile eliminarle così facilmente, perché per quanto ci lavoriamo loro sono sempre presenti e arzille, almeno per me!

Inoltre mi sono anche resa conto che è proprio l’aspettativa che ho di potermi modificare per vivere più serena che mi ha permesso di crescere e diventare più calma! Il che, detto tra noi, sa di miracolo.
In sostanza, sono giunta alla conclusione che è proprio grazie alle aspettative che abbiamo di poter stare meglio e di poterci migliorare che ci permettono di alzarci e darci da fare perché questo si realizzi,.
Ecco che, le aspettative nella mia testa, hanno cambiato valenza e da negative hanno assunto un ruolo positivo molto importante.
Ma non è finita qui, abbiate un altro attimo di pazienza e seguitemi fino in fondo nel ragionamento, grazie.
Per fare in modo di vivere le aspettative in modo produttivo è importante  che:

  • accresciamo quelle che ci fanno sperare di poter vivere più sereni, più calmi e più sorridenti
  • impariamo a comprendere quali siano quelle che si possono realizzare e quelle che non si possono realizzare e se mai lo fanno è solo una questione di fortuna.

Come fare ciò?
Semplice, è fondamentale tenere sempre a mente che, rullo di tamburi …, le aspettative realistiche e cioè quelle che si possono realizzare sono tutte quelle dove i protagonisti siamo noi, siamo noi che desideriamo modificare un nostro atteggiamento con un altro più positivo e che ci porterà ad essere più sereni, siamo noi che … metteteci qualsiasi cosa, l’importante è che il protagonista dell’azione per realizzare l’aspettativa che avete in testa siete solo voi.
Il resto, solo questione di c…, fortuna.
Sostanzialmente intendo che le aspettative che riguardano gli altri e le loro azioni sono irrealizzabili proprio perché dipendono da loro e non da voi.
Fatevi un favore, da ora in poi riprendetevi in mano la vostra vita, e lasciate al prossimo in mano la sua, del resto la carta dei diritti non ci insegna proprio questo?

Articolo della dott.ssa Federica Curzi

Perseguire il cambiamento

“Hai un tuo cavallo di battaglia?”.
“Si”
“Come si chiama?”
“Cambiamento!”

Oramai sono anni che ho a che fare con il cambiamento.

A dir la verità, tutta la mia vita ne è impregnata!

Il cambiamento che ho affrontato crescendo, il cambiamento che ho affrontato dell’attività di famiglia, il cambiamento dovuto alla morte di mio padre, delle varie città in cui sono vissuta, il cambiamento di diventare madre, il cambiamento continuo del mio lavoro, il cambiamento dovuto al fatto di aver perso amici che riputavo importanti … il cambiamento fisico dovuto ai miei ben guadagnati 45 anni!

Per non sottovalutare pagine e pagine lette sul cambiamento, le ore a parlarne con gli studenti, amici..

Insomma tutta la vita.

Quando penso alla parola cambiamento mi vengono alla mente due concetti affini, ma allo stesso tempo differenti:

  1. Gestire il cambiamento.
  2. Cambiare me stessa e soprattutto il mio modo di pormi.

Se ci pensate bene sono due cose leggermente differenti.
Gestire un cambiamento, vuol dire, sapere adattarci a quello che succede, alle cose diverse che ci succedono tutti i giorni e questo non vuol dire necessariamente modificare il nostro modo di essere e fare.

Cambiare se stessi, vuol dire, modificare qualcosa di noi che non ci fa star bene soprattutto con noi stessi.
Pausa.., un attimo.., spero di essere stata abbastanza chiara, ecco perché spesso vorrei avere di fronte a me il lettore, per poter condividere con te, si proprio te che stai lì avanti allo schermo, i tuoi pensieri le tue perplessità su quanto scrivo!

Ritornando al discorso, ora mi preme concentrarmi sul gestire il cambiamento, mentre più avanti “affronterò”, con chi riterrà opportuno finire di leggere l’articolo, il tema del cambiamento di se stessi e del modo di porsi.

Gestire il cambiamento

La parola chiave, per molto tempo, ogni volta che avevo un cambiamento da fare per me è stata affrontare.
Finché ho utilizzato questo termine vicino alla parola cambiamento le cose sono state sempre molto difficili da affrontare, per l’appunto!

Affrontare, pensiamoci un attimo…

Si affronta un nemico, una malattia, una situazione difficile … ecco cosa viene in mente a me.

A voi?

Affrontare mi mette nella predisposizione mentale di fare la guerra, di percepire sentimenti negativi, insomma una gran rottura di “cabasisi” (non finirò mai di ringraziare il grande Camilleri per aver reso mondiale il termine “cabasisi”, lo trovo un termine assolutamente esplicativo e allo stesso momento leggero).

Io, qualche tempo fa, dopo alcuni giorni di silenzio, cosa rara e pericolosa per chi mi conosce bene, sono giunta a questa considerazione: “Kica non devi affrontare un cambiamento, è importante che tu svolga un cambiamento!”

Ecco che la parola chiave per me da allora è diventata svolgere!

Svolgere! No, non sono pazza (o quanto meno mi illudo di non esserlo), sono solo una persona che crede molto nel potere delle parole che usiamo verso noi stessi e agli altri. Parole che ci raccontiamo, parole che usiamo per raccontare.

Torniamo alla parola svolgere che sottintende fare, eseguire, compiere; insomma vivere un’azione!

Ecco che, da allora, io non affronto più i cambiamenti che la vita (forse anche io sono l’artefice di essi!) mi presenta, ma li svolgo! li eseguo! li compio! … li vivo!

Ora sono attiva nel cambiamento, sia nel riconoscere la sua essenzialità, sia nel fare qualcosa per attuarlo (altra parola che amo: attuare).

Non pensiate che sia stato facile per me far questo salto mentale, sono da sempre una donna che non ha mai amato i cambiamenti e vi assicuro che soprattutto negli ultimi anni la parola d’ordine è stata cambiare (pensate che sono solo 8 mesi che vivo nella nuova casa ed ora sono costretta a cambiarla di nuovo).

Mio figlio ha 7 anni e già ha cambiato casa e città 5 volte!

Inoltre non va dimenticato che mi sono laureata in psicologia, ho scritto un libro centrato su come diventare assertivi e che quindi, forse a questo punto, non mi rimane da realizzare che in realtà, ora come ora, sono una sostenitrice accanita della idea che se una persona vuole cambiare può farlo, come può imparare anche a gestire bene e con serenità il cambiamento.

La realtà è che a forza di pane e cambiamento, sono oramai un’esperta su come gestirlo (o forse anche qui mi illudo) ed inoltre non mi stancherò mai di sostenerlo “se ci sono riuscita io, vi assicuro che è possibile che ci riusciate anche voi, con impegno e azione!”

Cambiare me stessa e soprattutto il mio modo di pormi

A questo punto il domandone dell’articolo è il seguente: Come è possibile cambiare?

Vi siete risposti?

Quanto vorrei sapere i vostri pensieri…

Io, al riguardo sono giunta a queste conclusioni: Per potermi cambiare, modificare spaventa di meno! quindi Per potermi modificare:

  • Ho deciso di Scegliere di stare dalla parte colorata della vita.
  • Ho deciso di Sviluppare serenità interiore.
  • Tenendo ben presente i sopra punti, ho deciso di Comprendere cosa voler modificare della mia vita e di me stessa, sostanzialmente individuare cosa nella mia vita e del mio modo di fare non mi permette di essere felice-serena.
  • Ho deciso di Identificare cosa fare e poi, tanto per capirci, tramutare i pensieri in azioni concrete da fare per cambiare me stessa, la mia vita.
    Non a caso ho scritto prima cambiare me stessa e la mia vita.
    Provate, vi assicuro che cambiando voi stessi, poi la vita cambia naturalmente. Invertendo il prodotto, il finale non sarà lo stesso.
  • Ho deciso di Tramutare quello che ho pensato in azioni.
    No, non è un errore di stampa, o una mia dimenticanza, ho voluto ripetere il concetto di tramutare i pensieri in azioni, perché sono convinta che ripetere è un modo facile per farci entrare in mente il concetto con maggiore enfasi.

Non dico che tutto questo processo è stato semplice, sarei una bugiarda incallita, non dico nemmeno che ho impiegato un giorno, perché sarei ancor più bugiarda, infatti ci sto ancora lavorando e ad essere ancor più sinceri ci sono state anche molte ricadute in vecchi atteggiamenti durante il cambiamento!

Ma una cosa mi ha sempre confortata, un pensiero vivo in me, il quale mi aiuta ad andare avanti per questa strada, il fatto di riconoscere le “ricadute” nel mio vecchio stile di fare come un percorso “normale e rassicurante”.

Cosa intendo? Intendo che i veri cambiamenti sono lenti, fatti di piccoli passi e molte cadute. Se mi accorgo che sono caduta, è già in atto il cambiamento, ecco perché è rassicurante (per chi si stesse domandando cosa intendessi per rassicurante vicino alla parola caduta!)

Questo pensiero l’ho trovato in un libro del Dalai Lama “L’arte della felicità” che amo consigliare di leggere ogni volta che ne ho l’occasione.

Ho scoperto che anche Sua Santità per modificare le sue abitudini ha raccontato con estrema serenità che ci ha messo tutta la vita vissuta fino ad ora e che continua a lavorarci sopra ogni giorno, con perseveranza e diligenza (non quella dei cow-boy) …

Sempre da sua Santità ho fatto mio anche il concetto che segue.

Per voler realizzare un vero cambiamento, oltre al non mettersi fretta è fondamentale sviluppare in noi 5 punti:

Apprendimento ed educazione
Convinzione
Determinazione
Azione
Sforzo.
Apprendere a voler essere felici, farlo diventare il nostro cavallo di battaglia nella vita, educarci a coltivare in noi emozioni positive: amore, gioia, compassione, bontà, serenità, calma, pace, affettuosa gentilezza e chi più ne ha più ne metta.

Allo stesso tempo rendersi conto, finalmente, che invece le emozioni negative, i comportamenti negativi, portano a stare solo male.

Tranquilla Martina (una psicologa che mi ha suggerito che le emozioni non possono essere distinte come negative o positive, perché anche quelle negative sono essenziali e non per questo negative in assoluto) non sto sostenendo che l’odio sia da non provare e che chi lo prova è malato, o pazzo e che è sbagliato provarlo in assoluto, sto solo sostenendo che imparare ad non odiare fa vivere meglio, imparare che assecondare la tristezza, l’astio, il rancore, porta a vivere con la paura e ci fa vivere il mondo nell’oscurità il più delle volte.

Sarebbe bello che questo ci venisse Insegnato fin da piccoli, così tanto per vivere meglio, genitori, nonni, zii, maestre, insegnanti, educatori, operatori socio sanitari, psicologi, medici, scienziati, insomma tutti gli adulti che si assumono la responsabilità di far apprendere ai nostri cuccioli, al nostro futuro, che vivere con emozioni solari rende la vita migliore.

Un’ utopia la mia? Forse, ma anche qui mi piace illudermi di lasciare in eredità a mio figlio e ai miei studenti, amici, lettori e persone che mi chiedono consiglio, un senso di gioia, il concetto che vivere sereni, felici, che sviluppare emozione buone (tremo ora a dire positive) e a gestire le altre, sia più appagante, pensate un mondo colorato!

Questo concetto, se appreso, poi ci dona la convinzione che il mondo così sia meglio e da qui parte la determinazione a mettere in atto comportamenti, azioni positive e infine ci permette di continuare a sforzarci anche su questa strada.

A lezione dopo avere affrontato questi tipi di discorsi, uno studente mi ha detto:

“professoré, ma oggi se fai tanto il buono rischi di essere preso come un co….ne!”

Ed è  proprio in quel momento che mi sono resa conto che c’è molto da fare al riguardo, da svolgere e non più da affrontare. Così ho incominciato a fare, continuando a parlare, a mostrare il mondo colorato.

Il barlume di interesse e lo sguardo incuriosito dello stesso studente mi ha fatto sognare che forse …

“Adulti possiamo farcela, il mondo può tingersi di svariati colori.
Basta volerlo, basta apprenderlo, basta convincerci, basta essere determinati, basta fare azioni, basta sforzarci …”.

Articolo della dott.ssa Federica Curzi